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Orvinio in solitaria invernale
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Discussione: Orvinio in solitaria invernale (Letto 739 volte)
Curvator cortese
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Orvinio in solitaria invernale
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inserita::
Gennaio 24, 2010, 09:48:02 pm »
Toccata e fuga in quel d'Orvinio questa mattina, in solitaria ascesa (e discesa), tra asfalti infidi umidi e talora ghiacciati...
Ma quanto va bene il mio bol d'or!
Ne sanno qualcosa quei signori in tuta di pelle con le 600 honda cbr e suzuki gsxr che nel tratto curvoso della tiburtina mi hanno avuto incollato per un bel pò, prima di prendere il volo (loro) sul tratto più veloce, mentre io cercavo di domare un cavallo oscillante che cercava di disarcionarmi, tirando per (mia) fortuna le redini e tornando a trottare allegro e solitario.
Qualora vi interessasse, potrei in seguito riferire alcune sensazioni di guida sul misto, anche se con una forcella un pò svergolata e che non lavora al meglio.
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Ultima modifica: Gennaio 24, 2010, 09:58:37 pm da vincenzog
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Re: Orvinio in solitaria invernale
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Risposta #1 inserita::
Gennaio 24, 2010, 09:50:28 pm »
Tutto di nascosto, bravo.
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Alexander Mitscherlic
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Re: Orvinio in solitaria invernale
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Risposta #2 inserita::
Gennaio 24, 2010, 09:51:42 pm »
e bravo....
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Re: Orvinio in solitaria invernale
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Risposta #3 inserita::
Gennaio 24, 2010, 09:52:34 pm »
Ma tu frequenti spesso Orvinio. So dell'incontro che hai avuto col Gotha dei CBisti.
Io ho frequentazioni a poca distanza da lĂ .
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Roberto
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Re: Orvinio in solitaria invernale
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Risposta #4 inserita::
Gennaio 24, 2010, 09:57:20 pm »
Duca di Pavia, Generale Big C, amici tutti,
non abbiatevene a male, ma dovevo pur misurarmi con la mia Cio Cio San sul letto asfaltato nunziale e curvoso di Orvinio e poi...il primo vero amplesso non meritava alcun testimone, ancorchè nobile.
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Re: Orvinio in solitaria invernale
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Risposta #5 inserita::
Gennaio 24, 2010, 09:57:44 pm »
Citazione di: vincenzog - Gennaio 24, 2010, 09:48:02 pm
....Qualora vi interessasse, potrei in seguito riferire alcune sensazioni di guida sul misto, anche con una forcella un pò svergolata e che non lavora al meglio.
eddaje!
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Re: Orvinio in solitaria invernale
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Risposta #6 inserita::
Gennaio 24, 2010, 10:01:20 pm »
Citazione di: BigC - Gennaio 24, 2010, 09:57:44 pm
Citazione di: vincenzog - Gennaio 24, 2010, 09:48:02 pm
...con una forcella un pò svergolata e che non lavora al meglio.
eddaje!
Sì...ed anche con i cilindri non allineati con il vacuometro...come tutti gli altri (!!!!)
E pure con la bavetta oleosa di trafilaggio dalle punterie a destra (!!!!)
E pure con la carburazione grassottella (!!!!)
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Re: Orvinio in solitaria invernale
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Risposta #7 inserita::
Gennaio 24, 2010, 10:04:02 pm »
si, vabbe'... ma ce le dici 'ste impressioni o no??
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Re: Orvinio in solitaria invernale
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Risposta #8 inserita::
Gennaio 24, 2010, 10:05:12 pm »
Citazione di: vincenzog - Gennaio 24, 2010, 10:01:20 pm
.. pure con la carburazione grassottella (!!!!)
Di cosa parli?
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Re: Orvinio in solitaria invernale
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Risposta #9 inserita::
Gennaio 24, 2010, 10:07:55 pm »
Domani, ragazzi, vi prego, voi siete notturni, vado a vedere la de filippi...così dormo presto!
Domani vi dico tutto!
A 2, Ermete, l'apertura pilot!
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Re: Orvinio in solitaria invernale
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Risposta #10 inserita::
Gennaio 26, 2010, 01:44:04 pm »
Impressioni di guida in quel d'Orvinio, in un mattino di mezzo inverno, nei giorni della “merla”.
La bella giornata domenicale si prospettava ricca di possibilità , obbligandomi però a scegliere quella più desiderata, la migliore per me: l'uscita con la mia nuova compagna Cio Cio San, sicuramente complice eccitata e divertita dall'idea di un fresco e pacato extraurbano montano, nel pieno rispetto reciproco dei ruoli. Solo noi due, io e lei, la mia adorata Butterfly, senza la fida Suzuki, Pinkerton o qualsivoglia altro al seguito.
Dopo una accurata vestizione, un pò sovrabbondante vista la (mia) età , contento come un bimbo la sera di Natale prima di ricevere gli abbondanti regali e dopo aver tolto il catafalcoso borsone posteriore che tanto osteggia la buona guida e l'estetica, finalmente mi accingevo ad inserire la chiave nel suo giusto fodero, per godere dell’accensione pronta e finalmente efficiente (dopo le cure teorico-pratiche del Duca di Pavia e del suo Dirigente tecnico BigC).
Poco m’importava a tal punto che molti avessero avuto già avuto in regalo l’allineamento parificatorio-vacuometrico che tanto giova ad un motore, o che la forcella non fosse minimamente prestante con la sua inchiodatezza pur compensata solo da ammortizzatori induriti nel precarico, o che la carburazione fosse ingrassata a livelli di ¼ eccedenti nelle benedette pilot, o che nessuno mi avesse illuminato su quali viti usare per montare i paracalore stagnanti in garage da più di un mese, o che il Duca non mi avesse informato di avere una maniglia per me già da tempo.
Avevo il mattino davanti a me e nessuna tristezza o motivata gelosia avrebbero osteggiato od inquinato la gioia di guida che mi attendeva per le successive 3 ore.
Una asciugatina al trafilaggio oleoso dalla guarnizione del coperchio punterie a destra m’imponeva un fugace malumore, subito superato per la prospettiva della magnifica uscita ormai imminente ed ineluttabile.
Una controllatina all’olio, come d’abitudine sempre al massimo consentito, mi permetteva quindi di iniziare le procedure complesse dell’accensione, incrociando le dita come di consueto.
Una piccola girata di chiave giusto per accendere il vivido quadro strumenti (per pochissimo tempo), una massima apertura alla durissima leva dell’aria al manubrio, una decisa e maschia pressione sul pulsante ed il miracolo si è ripetuto: un borbottio iniziale sommesso ed un po’ disequilibrato, poi un po’ di gas in aiuto e la regolarità pulita del magnifico progetto del 4 cilindri ha cominciato ad accarezzare le mie orecchie; le vibrazioni ad alta frequenza ed assai poco fastidiose hanno cominciato quindi la loro dolce carezza ai palmi delle ormai impazienti mani frementi sulle manopole.
Acceso il faro come sempre rigorosamente solo dopo aver pigiato l’iniziatorio pulsante, onde evitare la pericolosa “schicchera accensoria” che tante lampadine fulmina nel mondo motoristico (concetto assai ostico al comprendonio delle nostre mogli, ahimè mai metabolizzato), ho proceduto con sapienti e delicati colpettini di gas a basso regime di giri, come suggerito dalla vecchia scuola quattrotempistica per favorire la lubrificazione fin nei più remoti anfratti, accompagnando il tutto con la progressiva, precoce e dovuta chiusura dell’aria (anche per non inumidire troppo le scontrose candele, già mortificate dai teorici soverchi giri di grassa miscela, come imposto alle pilot dal nostro amato Duca di Pavia e purtroppo approvato da BigC).
Appoggiata quindi la mano senza guanto sul coperchio punterie della testa sinistra (evitando il dolore derivante dall’untuoso trafilaggio di destra), finalmente notando un certo tepore diffuso dopo già un minuto, procedevo ad ingranare la prima, ormai sicuro di amiche dilatazioni ben lubrificate laddove tutto si move per un nobile scopo; rilasciando la frizione a bassissimo numero di giri, come il 1100 del Duca di Pavia non ti perdonerebbe mai se non al prezzo di una freccia, poscia mi avviavo a passo d’uomo per la rampa del garage, la stessa che la mia carinissima vicina di box poco prima aveva imboccato con il suo fiammante SH, con il motore imballato ancora gelato ed i metalli sofferenti nell’inesistente accortezza di non voler attendere un attimo prima di dar sfogo alla sua uterina e non curante protervia, sorda di fronte allo scampanante lamento che solo cuori sensibili riescono a percepire, gentili lettori.
Ordunque però torniamo a noi ed al ricordo di quegli attimi di incontaminata bellezza, che ogni motociclista prova nel condurre il gioiello tanto amato e non può esimersi dal raccontare, contagiando l’affettività di molti colleghi di passione.
L’autostrada non è certo un terreno ideale per noi, veri malati del misto, anche se diventa un luogo pallido ed indispensabile da percorrere per raggiungere i rigogliosi territori asfaltati di caccia, spesso non rimanendone traccia nel nostro vissuto. Ricordo solo di aver piazzato l’ago del contagiri sui 5000-5500 giri/’, un regime rispettoso pur nella perfida ed inauspicabile costanza delle rotazioni, mai amate dalla viva meccanica, cui il motore si adatta solo per accontentare i nostri voleri.
I primi contrafforti montani con le loro tondissime curve sono stati il risveglio migliore dallo scialbo torpore autostradale, finalmente abbandonato dietro di me, iniziando alfine il piacere delle continue variazione di regime, le accelerazioni ed i rilasci, le pieghe misurate e le traiettorie pennellate, le marce snocciolate fluidamente a salire ed aiutando la frenata a scendere, senza dover lambire i 6000 g/', come in un libero pacato volo planato tra curva e curva.
Ed ecco che la mia attenzione si è soffermata sul motore di Cio Cio San, un portento di elasticità e di compressione, di coppia e di tosti momenti torcenti donati a profusione...
(continua)
P.S.
Solo tu, Hondalover, puoi capire il vero significato catartico di una ascesi guidereccia in solitaria!
Il nostro rapporto autistico con traiettorie sinuose e le tangenti della mezzeria di un asfalto ruvido, in un dipinto naturale silvano o marino, mentre il motore canta riconoscente in cotanto fresco, c'inebria!
Anche la rigida temperatura si scioglie innanzi al nostro caloroso ardore ed impeto italico, mentre i rivi della passione accarezzano il nostro cardiocircolatorio riconoscente e pulsante, quasi sincrono con i nostri pistoni.
M'inchino ancor piĂą a te, aulentissimo, inimitabile ed irripetibile amico.
In primavera verrò con tutta la mia famiglia da Michele, davanti a u' trianòn, per mangiare finalmente una vera pizza, sperando di averti vicino e pregiato commensale.
PPSS
Mi onoro di essere allievo della Donna di Paella nel racconto, scusandomi per l'eccessiva sinteticitĂ !
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Ultima modifica: Gennaio 26, 2010, 02:03:25 pm da vincenzog
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Re: Orvinio in solitaria invernale
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Risposta #11 inserita::
Gennaio 26, 2010, 02:02:01 pm »
Citazione di: vincenzog - Gennaio 26, 2010, 01:44:04 pm
Impressioni di guida in quel d'Orvinio, in un mattino di mezzo inverno, nei giorni della “merla”.
La bella giornata domenicale..........................................
PPSS
Mi onoro di essere allievo della Donna di Paella nel racconto, scusandomi per l'eccessiva sinteticitĂ !
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Re: Orvinio in solitaria invernale
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Risposta #12 inserita::
Gennaio 26, 2010, 02:11:12 pm »
Tu quoque, Discordiane, fili mi!
Io l'ho fatto solo per accontentare BigC, lo sai com'è quando si arrabbia!
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Ultima modifica: Gennaio 26, 2010, 02:15:21 pm da vincenzog
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Re: Orvinio in solitaria invernale
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Risposta #13 inserita::
Gennaio 26, 2010, 03:51:51 pm »
Citazione di: vincenzog - Gennaio 26, 2010, 01:44:04 pm
...(continua)...
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Re: Orvinio in solitaria invernale
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Risposta #14 inserita::
Gennaio 26, 2010, 06:37:04 pm »
Citazione di: BigC - Gennaio 26, 2010, 03:51:51 pm
Citazione di: vincenzog - Gennaio 26, 2010, 01:44:04 pm
...(continua)...
Ecco!! Adesso lo hai fatto davvero...................................addormentare
E mo chi ripara i motori? Tu?
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