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Autore Discussione: Jack London - Memorie di un bevitore. L'incontro fatale con John Barleycorn  (Letto 283 volte)
ilsolla
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« inserita:: Settembre 07, 2010, 09:26:34 am »

E' l'autobiografia di Jack London.
E' uscito nel 1913 lo ha cominiat che avrà avuto 35/36 anni
Dopo averlo letto si rileggono i suoi classici con altri occhi.
ERA TUTTO VERO!
A 15 anni aveva vissuto molto più di chiunque altro.
Si direbbe che è morto giovane, ma i suoi 40anni valgono doppio.
Lo consiglio a chiunque conservi un pò di spirito d'avventura.
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« Risposta #1 inserita:: Settembre 07, 2010, 11:42:09 am »

ho letto molto di London ai tempi delle superiori, come mio solito non mi ricordo una mazza tranne che mi piacquero molto (ho una memoria terribile sia per i film che per i libri)
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ilsolla
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« Risposta #2 inserita:: Settembre 07, 2010, 11:48:04 am »

La soluzione è semplice.
Leggi l'autobiografia e poi riparti con "Il richiamo della foresta".
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« Risposta #3 inserita:: Settembre 08, 2010, 08:49:15 am »

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« Risposta #4 inserita:: Settembre 27, 2010, 10:43:21 am »

A me i suoi libri sono sempre piaciuti, anche se purtroppo sembrano averli apprezzati ufficialmente anche alcuni vecchi del blocco sovietico (per l'aspetto socialista) e lo stesso Hitler (per la razza superiore), richiamandone solo alcuni aspetti concettuali per il proprio tornaconto ideologico ed estremista, che tanti lutti ha causato nell'applicazione reale. Tale indesiderata e pessima compagnia, ben lontana dalle mie (spero nostre) affinità elettive, non muta una virgola del fascino e del sociale che emerge da quei racconti, specchio della avventurosissima vita del loro autore e degnissimi di essere riletti, anche dai nostri figli.
Ottima segnalazione, caro Isolla.
 love4
« Ultima modifica: Settembre 27, 2010, 10:48:10 am da vincenzog » Registrato

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può avere cominciamento o fine senza queste tre cose, cioè:
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et senza sapere
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(da statuto corporativo trecentesco del Comune di Siena)
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« Risposta #5 inserita:: Settembre 27, 2010, 11:16:10 am »

Jack London era un socialista nel vero senso della parola.
Ai tempi il socialismo era un'ideale puro.
Mosso da ideali pragmatici, risultante di una vera vita di lavoro, fu sfruttato politicamente già a suo tempo. Purtroppo il socialismo della rivoluzione industriale è stato un pretesto per muovere le masse verso obbiettivi ben diversi dal bene comune.
Tutti i grandi ideologi del Socialismo sono stati traditi nei loro ideali dagli uomini di potere.
London era anche un profondo umanista. Se non fosse morto giovane sarebbe morto di crepacuore. Non ha avuto il tempo di vedere come i suoi ideali politici (era per l'uguaglianza, per la carità, contro la pena di morte e gli abusi di potere) siano stati completamente traditi e come il suo nome, politicamente, negli anni successivi alla sua morte sia stato venduto male.
Ma aldilà dell'ideologia politica (nel suo caso, peraltro, fatta di valori e ideali sani) resta uno straordinario narratore.
Nei suoi libri c'è l'avventura, l'anima la passione, l'alcol la sofferenza e la gioia per il vivere.
Sono libri molto maschili, se vogliamo, ma universali e condivisibili.
Se non fosse morto nel 1916 avrebbe avuto una grossa moto.
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« Risposta #6 inserita:: Settembre 27, 2010, 11:21:55 am »

Jack London era un socialista nel vero senso della parola.
Ai tempi il socialismo era un'ideale puro.
Mosso da ideali pragmatici, risultante di una vera vita di lavoro, fu sfruttato politicamente già a suo tempo. Purtroppo il socialismo della rivoluzione industriale è stato un pretesto per muovere le masse verso obbiettivi ben diversi dal bene comune.
Tutti i grandi ideologi del Socialismo sono stati traditi nei loro ideali dagli uomini di potere.
London era anche un profondo umanista. Se non fosse morto giovane sarebbe morto di crepacuore. Non ha avuto il tempo di vedere come i suoi ideali politici (era per l'uguaglianza, per la carità, contro la pena di morte e gli abusi di potere) siano stati completamente traditi e come il suo nome, politicamente, negli anni successivi alla sua morte sia stato venduto male.
Ma aldilà dell'ideologia politica (nel suo caso, peraltro, fatta di valori e ideali sani) resta uno straordinario narratore.
Nei suoi libri c'è l'avventura, l'anima la passione, l'alcol la sofferenza e la gioia per il vivere.
Sono libri molto maschili, se vogliamo, ma universali e condivisibili.
Se non fosse morto nel 1916 avrebbe avuto una grossa moto.

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Or apri li occhi a quel ch'io ti rispondo,
e vedräi il tuo credere e 'l mio dire
nel vero farsi come centro in tondo.

Ciò che non more e ciò che può morire
non è se non splendor di quella idea
che partorisce, amando, il nostro Sire;

(Dante, Commedia, PAR XIII,54]








« Ultima modifica: Settembre 27, 2010, 01:37:57 pm da vincenzog » Registrato

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